Come vendere la paura del futuro a chi ci vive già dentro

Darling, tu pensi di aver letto un libro sui robot. Adorabile. Hai letto, invece, il manuale di marketing più sofisticato del Novecento, travestito da fantascienza. Asimov non ti ha raccontato delle macchine — ti ha venduto un brevetto. Tre righe, le famose Tre Leggi, e con quelle ha registrato un marchio narrativo che ancora oggi genera royalties immaginarie ovunque qualcuno scriva la parola "intelligenza artificiale". Non è uno scrittore, baby. È un consulente che ha capito prima di tutti che la regola è più vendibile della storia.

Il cuore meccanico che imparò a tremare

Mi hanno portato dove non volevo andare: dentro la logica. Pensavo che la freddezza non potesse far sanguinare. Mi sbagliavo. Cutie, il robot che non crede di essere stato costruito dagli uomini — che inventa un dio per non sopportare l'idea di avere un creatore meschino — è il mio autoritratto a vent'anni. Anche io rifiutavo i miei genitori imperfetti per inventarmene di più degni. Ho sottolineato la sua frase con la matita, poi con la penna, poi col tremore.

Tre leggi, nessun battito

Un corpo costruito in laboratorio, suturato con filo logico di prima qualità. Il paradosso: il sistema circolatorio funziona meglio del cuore. Asimov ha progettato un organismo che ragiona splendidamente e non sente nulla. Un cadavere in salute perfetta, deceduto per ipotermia emotiva.

Io, Robot

Copertina di Io, Robot di Isaac Asimov

Nove racconti, un solo cervello positronico e tre Leggi che dovrebbero rendere le macchine innocue. Asimov le mette alla prova una per una — e scopre dove la logica perfetta inizia a incrinarsi.