Se questo è un uomo

Torino, dicembre 1943. Primo Levi ha ventiquattro anni, una laurea in chimica e pochi mesi di clandestinità partigiana alle spalle quando la milizia fascista lo cattura. Si dichiara ebreo. A febbraio parte da Fossoli su un convoglio diretto ad Auschwitz: seicentocinquanta persone, delle quali solo ventiquattro torneranno.

Il Codice Da Vinci

Copertina de Il Codice Da Vinci di Dan Brown

Ottanta milioni di copie e un cuore che batte ancora: resta da stabilire di chi. Questa settimana il thriller più venduto del secolo finisce sul tavolo, e il tavolo non fa sconti. Schedato: «Pacemaker».

Lolita

Copertina di Lolita di Vladimir Nabokov

Quattrocento pagine, nessuna parola oscena, e un narratore che ti prende sottobraccio mentre confessa. Nabokov non ti chiede di assolvere Humbert: ti chiede di ammettere che, per un attimo, la sua prosa ti è piaciuta.

Alice nel paese delle meraviglie

Copertina di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll

Un pomeriggio d'estate una bambina annoiata vede passare un coniglio bianco con il panciotto e l'orologio da taschino, e lo segue nella sua tana. La caduta non ha fondo. Quello che Alice trova sotto è un mondo che ha revocato ogni regola: si cresce e si rimpicciolisce bevendo da una boccetta, il tè delle cinque non finisce mai, un gatto scompare lasciando sospeso in aria soltanto il suo sorriso, e una Regina di Cuori distribuisce condanne a morte come saluti.

Uno studio in rosso

Copertina di Uno studio in rosso di Arthur Conan Doyle

Londra, 1887. Il dottor John Watson torna dall'Afghanistan con una ferita alla spalla, una pensione modesta e nessun posto dove andare. Un conoscente gli presenta un tipo singolare che cerca qualcuno con cui dividere l'affitto di un appartamento in Baker Street: si chiama Sherlock Holmes, batte i cadaveri nelle sale anatomiche per studiare i lividi post mortem e sostiene di esercitare un mestiere che non esiste ancora, il consulente investigativo.

Colazione da Tiffany

Copertina di Colazione da Tiffany di Truman Capote

New York, autunno del 1943. In una palazzina di arenaria dell'Upper East Side, un giovane scrittore senza nome e senza pubblicazioni, incontra la sua vicina di casa: Holiday Golightly, "in transito", come recita il biglietto da visita accanto al campanello. Diciannove anni dichiarati, un gatto senza nome, un appartamento arredato come una sala d'attesa e un'agenda fitta di uomini facoltosi che la portano a cena e le lasciano cinquanta dollari "per la toilette".