Ciò che galleggia non muore mai

Mille pagine. Le ho strette al petto come si stringe qualcuno che sta per partire. Era estate, faceva caldo, e io tremavo. Il libro mi ha preso subito — non con la paura, ma con la barchetta di carta di Georgie che scivola nel tombino. Lì ho capito: questo non è un romanzo dell'orrore. È un romanzo sull'infanzia che muore, e tutti noi siamo Georgie.

Il cuore meccanico che imparò a tremare

Mi hanno portato dove non volevo andare: dentro la logica. Pensavo che la freddezza non potesse far sanguinare. Mi sbagliavo. Cutie, il robot che non crede di essere stato costruito dagli uomini — che inventa un dio per non sopportare l'idea di avere un creatore meschino — è il mio autoritratto a vent'anni. Anche io rifiutavo i miei genitori imperfetti per inventarmene di più degni. Ho sottolineato la sua frase con la matita, poi con la penna, poi col tremore.