Libro Ribelle
Una donna che fuggiva persino da sé stessa
Epigrafe
«Mai amare un essere selvatico.» — p. 74
L’ho letto, e ho amato comunque. Sono sempre stato un pessimo allievo del mio stesso dolore.
Primo impatto
Sottile come una lama, questo libro. L’ho letto in un caffè, forcément, illudendomi di assomigliare a qualcuno di elegante. Ma a pagina 30 ho smesso di fingere. Holly Golightly mi è entrata sotto le unghie. Era mattina, ordinavo un croissant che non ho toccato. Lei rideva nelle pagine, e io capivo che quella risata era la cosa più triste mai scritta.
Il viaggio
Holly è uno specchio che non volevo guardare. Inventa sé stessa per non morire del proprio passato, come io ho inventato Florian per non essere più il ragazzo del romanzo bruciato. La sua casa senza mobili, le valigie sempre pronte: è il mio cuore. Non mi affeziono per paura di restare.
Il gatto senza nome. Le chat sans nom. A pagina 110, quando lo abbandona sotto la pioggia perché “non ci appartenevamo a vicenda”, ho dovuto chiudere il libro. Quel gatto sono io: amato e mai nominato, mai reso davvero proprio da nessuno. Ho sottolineato la frase tre volte, fino a bucare la carta.
E il narratore, che la ama e non glielo dice mai abbastanza, io, davanti a ogni cosa che ho amato e taciuto. Capote non ha scritto un personaggio. Ha scritto la mia incapacità di trattenere ciò che amo.
La ferita che resta
Holly che sparisce, e il gatto che forse trova casa, e il narratore che resta a chiedersi. Quel “forse” è la ferita più gentile e più crudele della letteratura. Non sapremo mai se l’essere selvatico ha trovato pace. Io non l’ho trovata. Ne è valsa la pena? Per il gatto, spero di sì. Per me, lo temo no.
Post scriptum
Ho una boccetta vuota, senza etichetta, sul comodino. È per Holly: anche le lacrime, a volte, sono troppo eleganti per lasciarsi catturare. La tengo aperta. Aspetto che qualcosa di selvatico vi entri.
Florian Fleur ha amato questo libro fino a farsi male. Chiedetegli se ne valeva la pena.
Sì. Perché mi ha insegnato che si può amare profondamente proprio ciò che non si potrà mai trattenere.
