Libro Ribelle
Guariti alla nascita
Autopsia narrativa
Diagnosi preliminare. Un corpo infantile, dalle ossa fragili e dalla logica claudicante. Baum ha messo al mondo una favola che cammina su un sentiero di mattoni gialli e su nessun principio di necessità. Diagnostico fin d’ora una malformazione congenita: i desideri dei personaggi sono già presenti prima della cura che dovrebbe procurarli. È un paziente guarito alla nascita che attraversa il romanzo per farsi prescrivere ciò che possiede.
Analisi dei sistemi
Scheletro narrativo. Episodi appesi a una spina dorsale lineare, andata e ritorno, con tappe. La struttura è quella dell’osso lungo: semplice, senza articolazioni complesse, adatto a reggere un peso lieve. Il vizio causale è macroscopico (vedi qualunque pagina con lo Spaventapasseri che escogita il piano più astuto pur reclamando un cervello). Ma è frattura che il genere (fiaba per l’infanzia) tollera, e che il pubblico originario non era chiamato a sezionare. Malpractice perdonata per imputabilità ridotta.
Superficie epiteliale. Pelle liscia, pulita, quasi priva di rilievo. Baum scrive con la trasparenza del referto pediatrico: frasi corte, lessico essenziale, nessuna ambizione retorica. Qui non concedo nulla perché non c’è nulla da concedere né da censurare, è prosa funzionale alla lettura ad alta voce, epidermide pensata per essere ascoltata da chi non sa ancora leggere.
Patologia emotiva. Quartetto di sintomi ambulanti. Lo Spaventapasseri: ipocondria cognitiva (è intelligente, crede di non esserlo). Il Boscaiolo di Latta: depersonalizzazione affettiva con paradosso conclamato (piange chiedendo un cuore). Il Leone: disturbo d’ansia generalizzato travestito da vigliaccheria. Dorothy: l’unica sana, e dunque la meno interessante sul tavolo. Sono allegorie con le gambe, non persone. Diagnosi semplici perché i pazienti sono schemi.
Meccanica temporale. Battito regolare da metronomo infantile. Un ostacolo, una soluzione, un passo avanti. Nessuna vera accelerazione, nessuna pausa che pesi. Il cuore di questo libro batte come quello di chi dorme sereno e con la stessa, lieve, monotonia.
Verdetto finale
Un organismo semplice, congenitamente illogico, perfettamente adatto all’età per cui è nato e sostanzialmente inerte per chiunque altro. Baum non ha sbagliato l’operazione: ha operato un altro paziente, più piccolo di me. Lo si sotterra senza rimpianti e senza disprezzo. È divertente come la convalescenza di un bambino: tenero, e dimenticabile.
Vera Vex ha sezionato questo romanzo. Sul tavolo restano quattro allegorie che cercavano fuori ciò che avevano dentro, e una morale così esplicita da non richiedere nemmeno il bisturi.
